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Il progetto: "Carnaroli da Carnaroli Pavese"

Un progetto di Valorizzazione territoriale



Il Riso: un'eccellenza italiana


La coltivazione del riso in Italia risale a tempi antichissimi, ma le prime fonti documentali risalgono al XIII sec. Il territorio lombardo, in particolare nelle zone paludose come Pavia, Mantova e Brescia, è stato quello in cui si è diffusa questa coltivazione, per poi estendersi (e radicarsi) in Piemonte, soprattutto a Novara e a Vercelli.

Nel corso del tempo sono state selezionate molte varietà di riso italiane (come ad es. l'Arborio ed il Roma) che sono diventate, per le loro qualità intrinseche, alcune delle eccellenze enogastronomiche made in Italy più apprezzate all'estero.


Infatti, nonostante l'Italia produca una quantità di riso abbastanza ridotta in confronto al volume complessivo di scambi di questo prodotto, riveste da sempre un ruolo di primo piano nella produzione ed esportazione di varietà pregiate, conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. Per questo motivo l'Italia esporta quasi tutta la propria produzione di riso, contrariamente a quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi, in cui questo prodotto viene coltivato per soddisfare le richieste del mercato interno, per un uso quotidiano.


Il progetto di valorizzazione "La Via del Carnaroli"


Tra le varietà italiane di maggiore pregio, il CARNAROLI è la più famosa, ricercata e, ovviamente, falsificata.

La normativa attuale, infatti, consente di indicare sulla confezione la dicitura "Carnaroli" anche in prodotti in cui sono presenti soltanto varietà derivate da quella pura (come ad esempio Caravaggio, Karnak, Carnaval, Carnise, Poseidone e Keope), poiché rientrano nella stessa categoria.

Il consumatore compra in buona fede senza sapere se (e in che misura) nella confezione che porta a casa c'è il vero riso Carnaroli.


Per tutelare e valorizzare la varietà originale del Carnaroli, è nato il progetto "Carnaroli di Carnaroli", che certifica, attraverso la creazione un marchio di qualità, l'appartenenza alla semente originale e garantisce la produzione tramite una filiera certificata sul territorio. Questo è sicuramente un primo passo, ma senza una importante azione di informazione e promozione presso i consumatori e l'opinione pubblica, questa rimarrà soltanto una lodevole, singola, iniziativa senza alcun effetto nelle dinamiche di mercato.

Il marchio del progetto


La Carta d'identità


Il Riso Carnaroli nasce nel 1945, quando Ettore De Vecchi, risicoltore di Vialone, riuscì ad incrociare due varietà, il Vialone ed il Lencino, per ottenere un riso più resistente e dal chicco più grande e consistente, attribuendogli (per gratitudine) il cognome del suo più fidato collaboratore.

La varietà presenta un chicco lungo (circa 7mm), dal colore perlato e dal sapore leggermente dolce. Resistente ed elastico, non scuoce e non si disgrega durante la cottura, che è mediamente di 16 minuti.

Il Riso "Carnaroli" è considerato "il principe dei risotti", perché questa varietà, dai chicchi corposi e gustosi, si esprime al meglio proprio in questo tipo di preparazioni.


Il motivo è la grande quantità di amilosio che i suoi chicchi contengono (almeno il 22%), che aumenta la consistenza in fase di cottura dei chicchi e consente al risotto di non scuocere, senza perdere però, di morbidezza e sapore.




Alcune ricette classiche dell'Oltrepò Pavese in cui il Riso Carnaroli esprime al meglio tutti i suoi aromi e consistenze:


Ricetta del Risotto Carnaroli alle Ortiche

Ricetta del Risotto Carnaroli alla Vogherese con i Peperoni

Ricetta del Risotto Carnaroli alle fragole


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